Giurisprudenza della Cassazione Lavoro – Giugno 2021 (a cura dell’avv. Filippo Aiello)

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Contratto a termine – recesso ante tempus ingiustificato – misura del danno: Cass. 17.06.2021 n. 17423

In caso di ingiustificato recesso ante tempus del datore di lavoro da un rapporto di lavoro a tempo determinato, il risarcimento del danno dovuto al lavoratore va commisurato all’entità dei compensi retributivi che lo stesso avrebbe maturato dalla data del recesso fino alla prevista scadenza del contratto.

Infortuni e malattie professionali – condotta incauta del lavoratore – idoneità a ridurre la misura del risarcimento – condizioni: Cass. 01.06.2021 n. 15238

La condotta incauta del lavoratore non comporta un concorso idoneo a ridurre la misura del risarcimento ogni qual volta la violazione di un obbligo di prevenzione da parte del datore di lavoro sia munita di incidenza esclusiva rispetto alla determinazione dell’evento dannoso; ad esempio quando l’infortunio si sia realizzato per l’osservanza di specifici ordini o disposizioni datoriali che impongano colpevolmente al lavoratore di affrontare il rischio, quando l’infortunio scaturisca dall’integrale impostazione della lavorazione su disposizioni illegali e gravemente contrarie ad ogni regola di prudenza o, infine, quando vi sia inadempimento datoriale rispetto all’adozione di cautele, tipiche o atipiche, concretamente individuabili, nonché esigibili ex ante ed idonee ad impedire, il verificarsi dell’evento nonostante l’imprudenza del lavoratore, che in questa ipotesi degrada a mera occasione dell’infortunio ed è, pertanto, giuridicamente irrilevante.

Infortuni e malattie professionali – mancata adozione misure di sicurezza – condotta incauta del lavoratore – nesso causale non si interrompe: Cass. 17.06.2021 n. 17351

Non si interrompe l’incidenza causale della condotta tenuta da coloro che hanno consegnato alla vittima uno strumento ritenuto inefficiente, pericoloso e privo delle tutele antinfortunistiche, in presenza della responsabilità concorrente del danneggiato.

Lavoro pubblico – reiterazione abusiva di contratti a termine – immissione in ruolo – efficacia riparatoria – limiti: Cass. 01.06.2021 n. 15240

Nel lavoro pubblico privatizzato, nelle ipotesi di abusiva successione di contratti a termine, la avvenuta immissione in ruolo del lavoratore già impiegato a tempo determinato ha efficacia riparatoria dell’illecito nelle sole ipotesi di stretta correlazione tra l’abuso commesso dalla amministrazione e la stabilizzazione ottenuta dal dipendente. Detta stretta correlazione presuppone, sotto il profilo soggettivo, che la stabilizzazione avvenga nei ruoli dell’ente pubblico che ha posto in essere la condotta abusiva e, sotto il profilo oggettivo, che essa sia l’effetto diretto ed immediato dell’abuso. Tale ultima condizione non ricorre quando l’assunzione a tempo indeterminato avvenga all’esito di una procedura concorsuale, ancorché interamente riservata ai dipendenti già assunti a termine.

Lavoro pubblico – scuola – docenti a termine immessi in ruolo – anzianità di servizio – medesimi criteri per docenti a tempo indeterminato- necessità: Cass. 03.06.3021 n. 15382

In tema di riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell’amministrazione scolastica, l’art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l’anzianità risultante dall’applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dall’art. 489 dello stesso decreto, come integrato dall’art. 11, comma 14, della I. n. 124 del 1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto “ah origine” a tempo indeterminato; il giudice del merito, per accertare la sussistenza di tale discriminazione, dovrà comparare il trattamento riservato all’assunto a tempo determinato poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato, senza valorizzare, pertanto, le interruzioni fra un rapporto e l’altro, né applicare la regola dell’equivalenza fissata dal richiamato art. 489, e, in caso di disapplicazione, computare l’anzianità da riconoscere ad ogni effetto al docente assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, sulla base dei medesimi criteri che valgono per l’assunto a tempo indeterminato.

Lavoro pubblico – giudicato penale – vincolo in sede civile per i fatti – autonoma valutazione disciplinare: Cass. 03.06.2021 n. 15464

Il giudicato penale non preclude, in sede disciplinare, una rinnovata valutazione dei fatti accertati dal giudice penale attesa la diversità dei presupposti delle rispettive responsabilità, fermo, però, il limite dell’immutabilità dell’accertamento dei fatti nella loro materialità – e dunque, della ricostruzione dell’episodio posto a fondamento dell’incolpazione – operato nel giudizio penale.

Lavoro pubblico – contemporanea vigenza più graduatorie – scorrimento – concorso precedente – prevale: Cass. 07.06.2021 n. 15790

Il criterio della prevalenza della graduatoria di data anteriore, in quanto tale destinata a scadere per prima, può essere derogato solo in presenza di ragioni di interesse pubblico che giustifichino la deroga, ragioni che non possono esaurirsi nella contestuale presenza di più graduatorie, di per sé non sufficiente a comprimere il diritto allo “scorrimento prioritario” degli idonei utilmente classificatisi nella graduatoria più antica.

Lavoro pubblico – stabilizzazioni – accordo sindacale – efficacia – limiti: Cass. 07.06.2021 n. 15800

Alla luce dell’eccezionalità della normativa di stabilizzazione, non potendosi prescindere dalla ricorrenza dei presupposti di coerenza con le dotazioni organiche nonché dalla ricorrenza dei presupposti finanziari, anche in ragione del previsto obbligo di rispetto del patto di stabilità, un accordo sindacale di individuazione dei tempi delle stabilizzazioni non può essere fonte di obblighi per la P.A.; l’assunzione dei dipendenti pubblici non può infatti essere regolata con modalità cogenti attraverso la contrattazione collettiva, ma promana dal ricorrere dei requisiti di legge e/o dall’utile svolgimento delle procedure selettive o concorsuali, sicché gli eventuali accordi sindacali non possono che avere un mero effetto programmatico.

Lavoro subordinato – situazioni incerte al confine – indici sussidiari – sufficienza: Cass. 14.06.2021 n. 16720

Nelle situazioni incerte al confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo, può risultare difficilmente applicabile il criterio dell’eterodirezione dell’attività, potendo più agevolmente propendersi per una valutazione complessiva degli indici sussidiari (indici che devono concorrere tra loro: inserimento nell’organizzazione, vincolo di orario, esclusività del rapporto, intensità della prestazione, inerenza al ciclo scolastico, alienità dei mezzi di produzione, retribuzione fissa a tempo senza rischio di risultato). Con riguardo alla peculiarità di talune fattispecie deve ritenersi decisiva la sottoposizione alle direttive generali e non specifiche, inoltre, in senso contrario, il mancato inserimento in un quadro organizzativo complessivo, nonostante il vincolo di presenza, di orario e di rispetto dei programmi.

Licenziamento per giusta causa – permessi per assistere un disabile – relazione causale diretta con l’assistenza – necessità: Cass. 16.06.2021 n. 17102

L’assenza dal lavoro per usufruire di permesso ai sensi della I. 104/1992 deve porsi in relazione causale diretta con lo scopo di assistenza al disabile, con la conseguenza che il comportamento del dipendente che si avvalga di tale beneficio per attendere ad esigenze diverse integra l’abuso del diritto e viola i principi di correttezza e buona fede, sia nei confronti del datore di lavoro che dell’Ente assicurativo, con rilevanza anche ai fini disciplinari

Licenziamento collettivo – accordo sindacale – criteri di scelta e riduzione dell’indennità di preavviso – accordo di prossimità – riconducibilità: Cass. 15.06.2021 n. 16917

L’accordo con il quale viene disciplinata la procedura di licenziamento collettivo e individuati i criteri di scelta stabilendo che ai licenziati l’azienda avrebbe riconosciuto una minore indennità sostitutiva del preavviso è riconducibile alla previsione di cui all’art. 8 comma 2 bis del d.l. n. 138 del 2011 conv. dalla legge n. 148 del 2011.

Orario di lavoro – Tempo tuta – eterodirezione – necessità: Cass. 07.06.2021 n. 15763

Nel rapporto di lavoro subordinato, il tempo necessario a indossare l’abbigliamento di servizio (“tempo-tuta”) costituisce tempo di lavoro soltanto ove qualificato da eterodirezione riguardo al tempo, al modo e al luogo della vestizione/svestizione,  in difetto della quale l’attività di vestizione rientra nella diligenza preparatoria inclusa nell’obbligazione principale del lavoratore e non dà titolo ad autonomo corrispettivo.

Retribuzione – buono pasto – lavoro pubblico – diritto a usufruire della pausa – coincidenza con orario del pasto – non necessità: Cass. 04.06.2021 n. 15629

In tema di pubblico impiego privatizzato, l’attribuzione del buono pasto, in quanto agevolazione di carattere assistenziale che, nell’ambito dell’organizzazione dell’ambiente di lavoro, è diretta a conciliare le esigenze del servizio con le esigenze quotidiane del dipendente, al fine di garantirne il benessere fisico necessario per proseguire l’attività lavorativa quando l’orario giornaliero corrisponda a quello contrattualmente previsto per la fruizione del beneficio, è condizionata all’effettuazione della pausa pranzo che, a sua volta, presuppone, come regola generale, solo che il lavoratore, osservando un orario di lavoro giornaliero di almeno sei ore, abbia diritto ad un intervallo non lavorato.

Retribuzione – medici convenzionati con SSN – disciplina – modifiche unilaterali – illegittimità: Cass. 04.06.2021 n. 15678

Il rapporto convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale è disciplinato, quanto agli aspetti economici, dagli accordi collettivi nazionali e integrativi ai quali devono conformarsi, a pena di nullità, i contratti individuali. La disciplina dettata dall’art. 48 della legge n. 833/1978 e dall’art. 8 del d.lgs. n. 502/1992 non è derogata da quella speciale prevista per il rientro da eccessivi disavanzi del sistema sanitario e pertanto le esigenze di riduzione della spesa non legittimano la singola azienda sanitaria a ridurre unilateralmente i compensi previsti dalla contrattazione integrativa regionale.

Rinunzie e transazioni – conciliazione in sede sindacale – idoneità del rappresentante sindacale – condizioni: Cass. 09.06.2021 n. 16154

In materia di atti abdicativi di diritti del lavoratore subordinato, le rinunce e le transazioni aventi a oggetto diritti del prestatore di lavoro previsti da disposizioni inderogabili di legge o di contratti collettivi, contenute in verbali di conciliazione conclusi in sede sindacale, non sono impugnabili, a condizione che l’assistenza prestata dai rappresentanti sindacali sia stata effettiva, così da porre il lavoratore in condizione di sapere a quale diritto rinunci e in quale misura. È sufficiente alla realizzazione di tale scopo l’idoneità dello stesso rappresentante sindacale a prestare in sede conciliativa l’assistenza prevista dalla legge; posto che la compresenza del predetto e dello stesso lavoratore al momento della conciliazione lascia presumere l’adeguata assistenza del primo, chiamato a detto fine a prestare opera di conciliatore (per il conferimento di un mandato implicito del lavoratore necessariamente sottostante all’attività svolta dal primo), salva la prova del dipendente, di ciò onerato, che il rappresentante sindacale, pur presente, non abbia prestato assistenza di sorta.

 

Le massime sono il frutto di autonomi studi condotti dal professionista e non esonerano gli utenti dal valutare delle possibili difformi interpretazioni.