Obbligo di informare dell’approssimarsi della fine del comporto – App. Roma n. 3417 del 2021

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Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, 5 ottobre 2021 n. 3417 – Pres. Panariello Est. Riga – G.D. (avv. Filippo Aiello) c. A. S.p.A. (avv.ti Marco Marazza e Domenico De Feo)

 

Malattia – erronea indicazione delle giornate di malattia nei prospetti paga o presenza  – obbligo di comunicare l’imminente superamento del comporto – sussiste – licenziamento per superamento del periodo di comporto – illegittimo – reintegrazione – applicabilità.

Laddove la contrattazione collettiva non contenga un’espressa previsione, il datore di lavoro non ha l’obbligo di preavvertire il lavoratore dell’imminente superamento del periodo di comporto, tuttavia, tale adempimento risulta obbligatorio qualora risulti necessario per correggere delle indicazioni che lo stesso datore di lavoro abbia fornito al lavoratore – ad esempio indicando in misura errata , nei prospetti presenze o nelle buste paga, le giornate di malattia – al fine di eliminare quel ragionevole affidamento ingenerato nel lavoratore dal precedente e reiterato comportamento datoriale.

Il licenziamento, intimato senza avere preventivamente adempiuto a tale obbligo deve ritenersi illegittimo poiché intimato in violazione dell’articolo 2110, secondo comma, del codice civile con conseguente obbligo di reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.

Art. 2110 c.c. e art. 18, c. 4 e 7, L. n. 300/1970.

Un lavoratore dipendente da una compagnia aerea veniva licenziato per superamento del periodo di comporto. Il dipendente, assitito da questo studio, contestava il provvedimento di recesso in quanto riteneva, inter alia, che la società avesse l’obbligo di preavvertirlo dell’imminente superamento del periodo di comporto poiché era stata ingenerato in lui un incolpevole affidamento in ordine al mancato approssimarsi del compimento del comporto dovuto alle indicazioni, nei prospetti presenze allegati alle buste paga, di un numero di assenze per malattia di gran lunga inferiore a quelle reali e conteggiate nella lettera di licenziamento.

Il Tribunale rigettava la domanda sia nella fase sommaria che in quella di opposizione.

Il lavoratore proponeva reclamo secondo le previsioni di cui all’art. 1 della L. n. 92/2012 e la Corte d’appello accoglieva il profilo dedotto affermando che, sebbene non sussista, in via generale un obbligo in capo al datore di lavoro di preavvertire il lavoratore dell’imminente superamento del periodo di comporto tuttavia, tale adempimento risulta obbligatorio qualora risulti necessario per correggere delle indicazioni erronee che lo stesso datore di lavoro abbia fornito al lavoratore – ad esempio indicando in misura errata  nei prospetti presenze o nelle buste paga le giornate di malattia – al fine di eliminare quel ragionevole affidamento ingenerato nel lavoratore dal precedente e reiterato comportamento datoriale.

Il licenziamento, intimato senza avere preventivamente adempiuto a tale obbligo era, pertanto, ritenuto illegittimo poiché intimato in violazione dell’articolo 2110, secondo comma, del codice civile e veniva disposta la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.